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martedì 18 luglio 2017

L'AMORE QUANDO TUTTO È PERDUTO - Isabelle Autissier

Cuori senza capanna

Titolo: L’amore quando tutto è perduto
Autore: Isabelle Autissier
Editore: Rizzoli
Anno: 2016
Genere: Romanzo
Pagine: 205
Traduzione: Maurizio Ferrara

Louise e Ludovic sono una coppia francese che, finalmente, realizza quello che era un sogno, soprattutto di Ludovic: un anno in viaggio per mare nella loro barca, Jason. Nel corso del loro percorso arrivano in un’isola australe, nel mezzo dell’Atlantico. Decidono di approdarvi pur sapendo che si tratta di una riserva naturale dove, in teoria, non sarebbe consentito stare. Ma uno strappo alle regole ogni tanto si può fare. Mentre esplorano quei paesaggi nuovi il cielo inizia ad oscurarsi e, in poco tempo, tutto cambia: onde rabbiose impediscono loro di ripartire. Decidono di trascorrere la notte lì e di rimettersi in viaggio la mattina. Arriva finalmente la mattina, il sole splende alto nel cielo, corrono verso la baia e, spaventati, scoprono che la loro barca non c’è più. Hanno paura, tutti i loro amici sanno che loro sono in Sudafrica. Non li troverà nessuno. Ludovic per quanto sia sempre stato “animato da un’inclinazione naturale fondamentale per la felicità” è spaventato e la minuta Louise che è sempre stata riflessiva e, in fondo, ha assecondato questa idea del viaggio nata da lui è angosciata al pensiero che, non solo sono soli, senza un tetto, ma anche che “sono condannati l’uno all’altra, l’uno alla compagnia dell’altra, l’una contro l’altra. Quale coppia resisterebbe a una reclusione del genere?”. Resisteranno? O il loro legame diventerà più solido?...

Non si può certo negare che Isabelle Autissier, classe 1956, non conosca le situazioni estreme la stessa, infatti, è stata la prima donna a compiere giro del mondo in barca a vela in solitaria, successivamente la sua imbarcazione, durante una competizione, si è ribaltata nell’Oceano Pacifico (sarà il nostro Soldini a salvarla). Ed è proprio una storia estrema quella che ci racconta in questo romanzo contenente uno dei classici temi dei romanzi d’avventura: due giovani in un’isola abbandonata.  Con precisione quasi chirurgica, l’autrice francese analizza una pluralità di aspetti che entrano in gioco nel momento in cui l’uomo si sente solo, abbandonato e lontano dalla civiltà con tutti i sentimenti contrastanti e altalenanti che ne derivano. Dall’amore che in  primo momento pare luogo naturale per la solidarietà, si passa all’odio, dai litigi furibondi si passa a notti, in un letto improvvisato, strettamente abbracciati. E, prevalentemente, la fame che debilita, in una natura avversa, e poi l’egoismo, quella infinita lotta per non cedere, per non morire. Non mancano slanci di tenerezza nei loro, talvolta flebili, tentativi di rimanere umani, “normali” appigliandosi al ricordo del mondo precedente: ritornare con la mente all’infanzia, alle filastrocche, all’odore del budino al cioccolato. Bisogna conservarli quei ricordi, per resistere. E ci provano, spossati, crollano, ma ci riprovano. Cosa rimane di loro? Cosa son diventati? Un romanzo crudo, ruvido, vero che non lascia spazio a romanticherie del modello due cuori e una capanna perché per esse, in un isola deserta, non c’è tempo. Né spazio.