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sabato 22 luglio 2017

LASCIAMI CONTARE LE STELLE - Elvia Grazi

Cadute e rinascite

Titolo: Lasciami contare le stelle
Autore: Elvia Grazi
Editore: TEA
Anno: 2014
Pagine: 270
Genere: Romanzo sentimentale


Bianca è un avvocato affermato. Ha quaranta anni e, da due ,il suo cuore si è spezzato per l’abbandono di suo marito il quale ha scelto un’altra donna. Ma Bianca, nonostante il dolore e la difficoltà a rassegnarsi, è comunque forte e determinata e, finalmente, decide di reagire e lasciarsi quel triste abbandono alle spalle per dedicarsi solo a se stessa. La prima tappa di questa rinascita sarà una vacanza in montagna, durante la quale incontrerà il maestro di sci Walter: uno spirito libero, amante dell’avventura, del mare e della sua barca Tabata e che, soprattutto, non cerca né vuole legami duraturi. Sarà proprio di Walter che Bianca si innamorerà…


Elvia Grazi, giornalista e direttrice di varie testate, ha scelto per il suo esordio in narrativa una storia di sentimenti teneri, forti e, al tempo stesso, dolorosi ispirandosi a una storia vera che, probabilmente, aveva bisogno di essere immortalata. Il romanzo è caratterizzato dall’alternarsi di due voci, quella di Bianca e quella di Walter, dalle quali emergono due spiriti speculari: se Bianca è sognatrice, romantica ma anche rigida, Walter è essenzialmente libero, uno che, per intenderci, “in fila per due non si faceva mettere neanche all’asilo”. Due esseri profondamente diversi che si incontrano e, nonostante tutto, si amano intensamente fino a un finale che ha la violenza di una doccia fredda: in qualche modo una metafora della vita che dà e poi toglie inesorabilmente, ma in ogni caso ci arricchisce. Indubbiamente un romanzo dallo stile curato e gradevole per chi ama il genere ma non scevro di alcuni stereotipi sull’amore  (per citarne uno: le donne vogliono sempre gli uomini stronzi).

lunedì 1 ottobre 2012

NONSOLODUE - Claudia De Lillo

Sono una mamma non sono una santa

Titolo: Nonsolodue
Autore: Claudia De Lillo
Editore: TEA
Anno: 2010
Pagine: 324
Genere: Maternità





Già quando ti ritrovi con il pancione e sembri una mongolfiera, quando hai le caviglie gonfissime e non puoi legarti i lacci delle scarpe, quando fai due passi e hai l'affanno, tutti - e dico tutti - divengono dispensatori di consigli letterari, tutti ti consigliano probabili e improbabili letture al precipuo scopo di 'Aiutarti - poverina - in questo lungo percorso'  per renderti comprensibile il misterioso e 'Difficile ruolo della maternità'. Certo qualcuno ha pensato 'Questa qui si mette a fare una figlia e non ne capisce una mazza di figli, di allattamento, della fondamentale e vitale differenza tra i pannolini dry e i pannolini non-dry'. Giusto, non ne sapevo niente. Non ne avevo mai saputo nulla di bambini, io. Non avevo mai cambiato un pannolino.
Ma ho ricevuto con grande piacere tutti i libri che mi son stati regalati, perfino quello di Fabio Volo che con la maternità non c'entra nulla visto che mi è parso più un pornazzo che un romanzo distensivo, ma 'Ti farà sorridere e ti rilasserà' così almeno mi dissero. Mi sa che non ha prodotto l'effetto auspicato. Ecco, quando hai quel pancione lì e sei stanca morta, decidi di lavorare fino al giorno prima del parto, continui a guidare incastrata in una Fiat seicento, non hai la minima intenzione di leggere. Non ne hai proprio voglia. Hai voglia solo di dormire e di sognare il viso della creatura che cresce dentro di te. E hai un pensiero dominante: che sia sana. Tutto lì. Ora che la bimba ha dieci mesi, ti ritrovi con tutti questi manuali sull'essere mamma. Ci sono quelli che ti consigliano atteggiamenti da generale nazista (Compra anche tu una frusta per far dormire il tuo bimbo) e quelli che ti consigliano atteggiamenti da mamma 'moderna' che, poi, non capisci mai cosa significhi esattamente. Di tutto un po'. Ma 'Nonsolodue' è un'altra cosa. E' una risata continua. E' il racconto dell'Elasti-mamma, più vera che mai, che non idealizza il ruolo della maternità, che non pone la figura della mamma in un santuario, che non eleva la genitrice a martire.  No, è semplicemente un frammento di vita vera: mamma che lavora, con due hobbit e un microhobbit che, pian piano, cresce nella  pancia. E' una storia di corse, di affanni, di mariti part-time, di capelli a carciofo e di mancanza di tempo per potersi permettere una normale crema idratante, di depilazioni rimandate all'infinito. Il libro raccoglie gli articoli spumeggianti che la De Lillo ha pubblicato nel suo blog più altri inediti ed è un continuo ironizzare con acutezza sulle difficoltà che una madre che lavora incontra ogni giorno. Un libro scritto con grande intelligenza. E, alla fine, è tutto una conferma di ciò che hai sempre pensato: la maternità non è un'esperienza, non è un percorso di crescita o menate varie, no la maternità è un lungo, infinito, incommensurabile atto d'amore. E' l'amore, quello puro che fugge a qualsiasi regola preconfezionata.

Non posso che ringraziare Fabiana che mi ha regalato questo libro, non posso che ringraziarla per la bellissima dedica apposta nella prima pagina, non posso che ringraziarla perché lei ha visto cos'è la maternità per me: vita che ti riempie l'anima.


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